Kotor e la bellezza senza tempo del Montenegro

Kotor e la bellezza senza tempo del Montenegro

È lo stato più giovane d’Europa, separatosi dall’ingombrante compagnia della Serbia solo nel 2006, 15 anni dopo la sanguinosa stagione delle guerre balcaniche che sancì la fine della Jugoslavia. Uscito dall’orbita filorussa della sorella maggiore, oggi il Montenegro è una nazione che strizza l’occhio all’occidente, manifestando propositi di adesione all’Unione Europea ed adottando unilateralmente l’euro (pratica proibita, ma tollerata dalla banca centrale europea). Ma soprattutto, sviluppando una fiorente economia a trazione turistica; perché il piccolo paese balcanico, situato alla stessa latitudine del Gargano, regala scenari di incomparabile bellezza soprattutto lungo la sua fascia costiera, che si sviluppa per gran parte attraverso le Bocche di Cattaro, il suggestivo fiordo che inghiotte l’Adriatico in una serie di sinuose insenature dominate da imponenti montagne calcaree che vi si gettano a strapiombo, per poi interrompersi in prossimità della cittadella fortificata di Kotor. Kotor è una sorpresa inaspettata per tutti coloro i quali hanno visitato la ex Jugoslavia in lungo e in largo; ve ne parleranno in pochi, e probabilmente la scoprirete sfogliando il catalogo degli itinerari di una compagnia crocieristica. Ma questo genere di vacanza non ci piace, e sarà pertanto mia premura suggerirvi un itinerario attraverso il fiordo e la costa, senza disdegnare qualche chicca nell’interno.

Kotor

Immaginando di partire da Dubrovnik in direzione sud, dopo circa un’oretta di viaggio in auto vi ritroverete all’ingresso del fiordo, in corrispondenza della cittadina di Herceg Novi. Anziché transitare per l’affollatissima frontiera sulla strada principale, dove le code potrebbero risultare snervanti per via del doppio controllo, in corrispondenza del villaggio di Plocice prendete la strada parallela costiera: transiterete per la poco trafficata dogana di Granicni, passando dinnanzi all’hotel della catena Iberostar che vi consiglio se desiderate una vacanza fraccomoda con spiaggia privata e trattamento all inclusive. Dopo Herceg Novi, la strada si restringe ed impone limiti di velocità ridicoli: cercate di rispettarli, perché la polizia montenegrina, tutt’altro che tollerante verso i turisti, impiegherà davvero poco per multarvi e trattenervi la patente in attesa che vi rechiate alla banca più vicina per pagare la sanzione (solitamente mai troppo onerosa). Superata un’anonima zona industriale, vi verrà voglia di fermarvi ovunque per scattare foto panoramiche, soprattutto quando il fiordo si inarcherà tra due promontori ed arriverete in corrispondenza dell’imbarco del traghetto Kamenari-Lepetane, che in pochi minuti vi condurrà sulla sponda opposta, in corrispondenza dell’aeroporto. Prendetevela comunque con calma, continuando a costeggiare i sinuosi contorni delle insenature fino a raggiungere l’elegante villaggio di Perast, ex colonia veneziana, dal quale, con un servizio di battelli a spola, è possibile raggiungere l’isoletta artificiale su cui sorge il Santuario della Madonna dello Scalpello, coronato da un’imponente cupola settecentesca. Da Perast, vi mancheranno solo 12 kilometri (piuttosto lenti, per via della sede stradale stretta e dei continui incroci a raso) per giungere a Kotor, parcheggiare l’auto e godervi una piacevole passeggiata all’interno della cittadella fortificata.

Kotor

Una volta varcata Porta Marina, l’angusto pertugio nelle mura che guarda verso il porto, respirerete immediatamente la tipica atmosfera medievale delle città veneto-dalmatiche, con eleganti palazzi in pietra viva, stradine lastricate ed un susseguirsi di caffè con tavolini all’aperto e botteghe d’artigianato tipico. La Piazza d’Armi, dominata dalla Torre dell’Orologio, è il cuore pulsante della cittadina. Sentitevi liberi, ad ogni bivio, di dirigervi dove vi guida l’istinto, ma senza rinunciare a dare un occhio alla cartina perchè è facile perdere l’orientamento. Tra le chiese più significative: la Cattedrale Cattolica di San Trifone, in stile romanico, con le sue severe a lampade ad olio, e la chiesa ortodossa di San Nicola, disadorna, ma non per questo poco opulenta, soprattutto nelle cupole e nelle croci dorate che abbelliscono la facciata. Le pendici rocciose del Monte Lovcen sovrastano il centro storico a pianta trapezoidale, ed è possibile risalirle attraverso un sentiero a gradini ubicato dietro la Chiesa di Santa Maria. L’ascesa è abbastanza faticosa, ma vi basterà arrivare fino alla chiesa di Nostra Signora del Rimedio o ai Bastioni di San Giovanni per godere di uno straordinario panorama (la luce favorevole è al mattino) sull’insenatura più riparata del fiordo. Se non siete escursionisti allenati, è possibile salire fin sulla cima della montagna (1.749 metri di altitudine) anche in auto, percorrendo la celeberrima Serpentina: un folle budello di circa 25 tornanti dalla sede stradale assai ristretta, il manto dissestato e parapetti da brivido, dove le difficoltà nella guida saranno accentuate dall’eventualità (o meglio, dalla certezza) di incrociare un bus di dodici metri (il transito purtroppo non è loro interdetto, nè ci sono sensi unici alternati) pieno di crocieristi (avrete senz’altro notato le navi in rada ed il traffico pedonale nella città vecchia generato dai turisti vomitati dai pacchiani hotel galleggianti) in escursione che procede nel senso opposto. Nonostante le difficoltà nel mantenere la calma, i nervi tesi saranno premiati da una vista sbalorditiva, che con un unico colpo d’occhio vi farà ammirare l’intero fiordo di Kotor fino al confine croato, la pista dell’aeroporto di Tivat e la Penisola di Lustizza. Subito dopo il valico, la strada si allargherà e vi condurrà nella ridente valle di Njegusi, dove potrete assaggiare, in piccole cantine artigianali o nel turistico Ristorante Zora, il celebre prosciutto crudo affumicato locale, probabilmente troppo salato per i gusti italiani perchè immerso in salamoia prima della stagionatura.

Kotor

Un alloggio sul fiordo di Kotor si rivela anche un’ottima base per esplorare i dintorni: un comodo tunnel vi condurrà in mezz’ora d’auto da Kotor a Budva, la località turistica più gettonata del Montenegro, famosa per la sua città vecchia e la vita notturna. Procedendo verso il confine albanese, oltrepassate la penisola di Santo Stefano (oggi purtroppo trasformata in un hotel di lusso) e dirigetevi verso il villaggio di Virpazar, dove potrete effettuare, a bordo di un’imbarcazione della compagnia Golden Frog, una minicrociera sul Lago di Scutari ed i suoi ambienti palustri, accompagnata da un aperitivo con zeppoline e formaggio del luogo. Dimenticate la capitale Podgorica (anonima e bruttina) e destinate un altro giorno di viaggio ad un’escursione a Zabljak, principale stazione sciistica del Montenegro, godibile soprattutto in estate per la frescura del parco naturale di Durmitor ed il rilassante scenario del Lago Nero, che ricorda da vicino i paesaggi delle nostre Dolomiti. Volendo chiudere in bellezza, soggiornando ad Herceg Novi potrete raggiungere, in poco meno di tre ore d’auto (occhio sempre ai controlli alla frontiera, mai rapidi da queste parti!), l’incantevole città bosniaca di Mostar, ieri teatro di scontri sanguinosi tra serbi ortodossi e bosniaci musulmani, oggi romantica fusione delle due culture in un suggestivo borgo dominato da minareti, cupole e ponti ottomani a solcare le limpide acque del fiume Narenta. Se siete credenti, potrete estendere la vostra escursione alla vicina Medjugorje o alle cascate di Kravice, ma, sulla via del ritorno, cercate di seguire la strada principale senza interpetare alla lettera i consigli del navigatore, che potrebbe condurvi in ambienti selvatici incontaminati dove non incontrerete anima viva e farete fatica a raccapezzarvi: un piccolo tributo da pagare alla natura, che nei paesi balcanici sa ancora essere protagonista e stupire i suoi visitatori con una bellezza senza tempo!

Zabljak

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